La riflessione collettiva che ha dato vita a questo progetto è la seguente: se è vero, come è vero, che la Città di Torino è dotata di una rete di Servizi Psichiatrici estesa, complessa e capillare, legata ad una tradizione di interventi che in maggiore o minore misura hanno, da tempo, preceduto il dettato legislativo contenuto nei vari Progetti Obiettivo Tutela Salute Mentale, come è possibile che persistano sia voci forti che denunciano sofferenza e abbandono, sia amplissime aree di atteggiamenti legati al pregiudizio ed allo stigma verso la malattia mentale?
Come mai, nonostante le acquisizioni culturali maturate da parte della psichiatria italiana negli ultimi venti anni, soprattutto in tema di diritti civili dei pazienti, ancora tante, troppe persone ritengono che "non si faccia", "si faccia troppo poco" o "non si faccia ciò che serve"?
Ora, se da un lato sappiamo che la malattia mentale, per le sue caratteristiche sintomatologiche ed i comportamenti dissociali che possono derivarne, è sempre stata rifiutata come elemento di sofferenza nel quale sia possibile identificarsi, dall’altro dobbiamo partire dall’assunto che la risposta data al paziente psichiatrico grave e alla sua famiglia o - se si preferisce - al suo contesto micro-sociale, non sia stata tale da contrastare i vissuti e le preoccupazioni dei conviventi.
Una possibile interpretazione è che vi siano aspetti della risposta non abbastanza empatici e/o visibili e/o immediati, comunque insufficienti rispetto alle aspettative delle famiglie e, pertanto, tali da metterle in conflitto con le Istituzioni e da non permettere lo stabilirsi di una "alleanza terapeutica".
Di fronte a questa realtà, finora ci si è limitati, nella maggior parte dei casi, ad attestarsi su posizioni difensive alquanto sterili, quali reciproche accuse o dichiarazioni di impotenza.
Obbiettivo del progetto "Il Bandolo" è la costruzione di un intervento di rete sociale che, ponendosi a fianco delle famiglie e delle istituzioni, instauri una modalità dialettica che coniughi le ragioni e le risorse di entrambi rendendole sinergiche anziché antagoniste.
Premessa fondante per il raggiungimento di tale obbiettivo è stata la firma di un Protocollo di Intesa tra la Compagnia di San Paolo, che ha promosso e finanziato l’iniziativa, le Associazioni di familiari e utenti e le quattro Aziende Sanitarie Locali torinesi che si sono reciprocamente impegnate a collaborare nelle varie fasi di presa in carico, terapia e percorsi assistenziali, tramite una serie di interventi basati su un approccio multidimensionale che porti alla reciproca fiducia tra terapeuti e paziente ma, anche e soprattutto, tra i diversi attori nell’ambito di un processo esplicitato e condiviso: il programma terapeutico.
Scopo implicito di tale collaborazione sarà dimostrare che è possibile, su un’area quale quella torinese, riportare la sofferenza di questi cittadini al centro dell’attenzione, costruire uno spazio di protezione e di interesse psicosociale attivo, passare da una pratica terapeutica e assistenziale meramente riparativa ad una pratica autenticamente trasformativa delle relazioni interpersonali e sociali.
Un’analisi – seppur superficiale – ci dice che, sul versante della rappresentazione sociale, oggi è fortemente in crisi il rapporto tra i cittadini e le Istituzioni pubbliche. Ciò è tanto più vero per quanto concerne il Servizio Sanitario Nazionale e, nello specifico, i Servizi Psichiatrici Pubblici.
A fronte di tale situazione si ritiene che "Il Bandolo" possa diventare un luogo fisico e mentale di ripensamento di tale rapporto.
Il progetto prevede vari filoni di azione seguiti dalle Associazioni partner: Associazione per la Lotta contro le Malattie Mentali Onlus, Onlus Casa Bordino, DI.A.PSI. Piemonte - Difesa Ammalati Psichici Onlus, Associazione Insieme Onlus, Associazione Evoluzione Self Help Onlus, Associazione Arcobaleno Onlus. Le Associazioni opereranno in sinergia con i Dipartimenti di Salute Mentale delle ASL 1, 2, 3 e 4 di Torino.
A tutte le azioni individuate sarà data ampia visibilità tramite eventi culturali quali mostre, seminari e convegni.
Il Bandolo sarà anche occasione di discussione e confronto tra esperti, famiglie, rappresentanti della politica e dell’informazione.
Giorgio Bisacco
(Coordinatore Generale del progetto "Il Bandolo")